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galleria281est presenta:
"3 C I T Y 1 W A Y di Massimo Nolletti"
"dal 13 al 20 Novembre 2009"
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Uno sguardo apparentemente rapido, un’impulso a rubare una sensazione, questo è il lavoro di Massimo Nolletti, che attraverso la pellicola restituisce “l’impressione” di 3 città differenti, città in cui le strade sembrano essere il cuore pulsante dei luoghi da lui descritti. Il movimento, le luci e le ombre trasmettono il misticismo di Istanbul, l’eternità di Roma e l’imprevedibilità di Amsterdam. Le immagini prodotte da Nolletti sembrano emanare il suono delle città, in una sorta di azione di missaggio dei diversi elementi che le strade presentano. Il lavoro, realizzato interamente e rigorosamente in pellicola (400 tri x), risulta come un diario di viaggio in cui quello che rimane non sono le informazioni o gli aneddoti, i volti o le architetture, ma una serie ricchissima di tonalità e vibrazioni. Il contatto con il mondo tangibile e con la vita che contiene è forse l’elemento che più caratterizza il lavoro di Nolletti, che cerca nella fenomenologia degli eventi il suo soggetto, orientando così il fare “reportage” verso una fruizione più rapida e diretta con l’attimo che si va a documentare. Anche nei progetti passati come “FALL 08” (recentemente pubblicata su repubblica.it) la macchina fotografica è stato lo strumento per catturare tutto quello che “significa” autunno e non che lo descrive, una ricerca verso l’essenza delle cose e non sull’apparenza. Anche nei servizi realizzati sui luoghi della provincia dell’Aquila colpiti dal terremoto del 6 aprile, è la vita, il movimento della gente, i luoghi nella loro disgregazione o immobilità che vengono raccontati, le stesse foto sono poi state scelte per essere esposte nell’agosto del 2009 ad Aielli, un paese della stessa provincia proprio su richiesti dei cittadini. Attualmente Massimo Nolletti si trova impegnato in più progetti, il primo dei quali è un reportage sugli studenti e il loro “habitat” in collaborazione con altri 2 fotografi, inoltre il suo interesse sul tema della “strada” lo ha portato ad intraprendere un progetto sulle persone che vivono la strada in tutta la sua bellezza ed ostilità.

Il suo rapporto con la fotografia nasce in modo casuale, è infatti la musica ad essere al centro della sua formazione e della sua creatività attraverso una ricerca che lo vede impegnato nell’utilizzo di quelle sonorità che fanno parte della sfera del quotidiano. L’entrare in una camera oscura lo mette di fronte alle infinite possibilità che la fotografia da, gli si presenta come una sfera nuova di esplorazione della realtà. Nolletti non sostituisce la fotografia alla musica, ma le utilizza entrambe con la stessa sensibilità e lo stesso fine, identificando nella macchina fotografica però, l’elemento, o meglio, il mezzo che lo ha portato a vivere ed esplorare situazioni nuove e spesso distanti da lui. La fotografia, così some la musica sono quindi per Massimo Nolletti la possibilità di entrare in contatto con le vibrazioni che il mondo contiene.


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