il Quartiere

La città universitaria


La Città di Marcello Piacentini

La città Universitaria, collocata tra via Cesare De Lollis, Piazzale Aldo Moro, Viale Regina e Viale dell’Università, è un complesso che occupa un area di circa 220mila mq, area che fu assegnata dallo stesso Mussolini per la realizzazione della “Città del Sapere”. Nella primavera del 1932, l’Architetto Piacentini assunse l’incarico di progettarla, ponendosi a capo di una nutrita squadra composta dai migliori giovani architetti, provenienti delle diverse regioni italiane.
Il lotto assegnato si presentava di forma quasi rettangolare, questo favorì la realizzazione dell’idea di Piacentini che, fin dal principio, espose in modo chiaro ai suoi collaboratori la volontà di ispirarsi al mondo classico, imponendo una composizione planimetrica ordinata e gerarchica nei confronti dell’edificio principale: il Rettorato.
Del mondo classico romano l’architetto utilizza la forma esemplare, la pianta basilicare a transetto, utilizzandola come schema di una “piazza” che, riprendendo l’essenza della composizione urbanistica della capitale, si delinea con edifici che si armonizzano tra loro, mantenendo singolarmente una propria ragione estetica e una forma legata alla loro funzione. Piacentini agli architetti: …una modernità, dunque, ma serena e solida… Ma si pensi allo stesso tempo che dobbiamo operare in Roma…Con la rinuncia a spiccata personalità, a voluta originalità, alla corrente di moda, costruiremo edifici nobilissimi che dovranno soddisfare l’oggi e il domani”.
L’ingresso monumentale che si apre su Piazzale Aldo Moro, formato da mastodontici propilei e dagli edifici gemelli dell’Istituto di Igiene e della Clinica Ortopedica ad opera di Arnoldo Foschini, dà accesso ad un lungo e maestoso viale circoscritto tra gli edifici, distribuiti a eseguire lo schema della basilica romana.  Sul fondo troneggia il grande Rettorato progettato dallo stesso Piacentini; le prime facoltà a presentarsi sono quelle di Fisica dell’Architetto Giuseppe Pagano, e di Chimica dell’Arch. Pietro Aschieri; dalla piazza formata dall’ex facoltà di Matematica progettata dall’Arch. Giò Ponti e quella di Mineralogia dell’Arch. Giovanni Michelucci, si raggiunge il Rettorato affiancato dalle facoltà di Lettere,  Giurisprudenza e Scienze Politiche, progettate dall’Arch. Gaetano Rapisardi. Da questa schema centrale si sviluppa un vero e proprio sistema urbanistico che accoglie facoltà e attività ad esse legate.
Piacentini elimina la decorazione e opta per un più incisivo intervento  artistico. L’imponente statua raffigurante la Minerva, opera di Arturo Martini,  si riflette nello specchio d’acqua progettato appositamente da Eugenio Montuori davanti all’ingresso principale del Rettorato. Grandi bassorilievi raffiguranti i Dioscuri  di Corrado Vigni accrescono la solennità dell’edificio principale nella cui Aula Magna il fondale affrescato da Mario Sironi  rappresenta “L’Italia tra le arti e le scienze”. Una enorme pittura all’interno dell’Istituto di Mineralogia rappresentante la Carta geologica e la carta Mineralogica d’Italia, è opera di Mario  Giampieri. Con l’importanza delle sua scelte, Piacentini  che ha segnato il volto di Roma con interventi come Via della Conciliazione e l’Eur, ha creato, realizzando la Città Universitaria di Roma, un esempio eclatante di traduzione in opera del sentimento di un epoca.

Il presente articolo è pubblicato per gentile concessione dell’Ass.Cult. Galleria 291 e pubblicato su “ISanLorenzo 2006 – guida ai servizi ed alle attività commerciali”
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